| Dalla cima del Vioz |
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| Vista del Vioz dalla valle di Pejo |
Il Vioz. E' passato un anno da quando avev ovisto da Pejo questa grande montagna e subito mi ero riproposto di tentarne l'ascesa. Così Giovedi 26/08/2010 alle 22 ho preparato lo zaino e l'attrezzatura e l'indomani mattina sono partito per raggiungere Pejo. Ovviamente alle 22 di sera non ho disturbato nessuno e ho quindi deciso di procedere all'ascensione in solitaria. Alle 10,30 di venerdi 27 ero già alla partenza del sentiero che porta al rifugio Mantova posto hai piedi del Vioz a quota 3550m. E' il rifugio più alto delle Alpi orientali. La salita si fa subito impegnativa in quanto dopo una prima parte con fondo morbito il sentiero diventa roccioso e sale ripidamente in quota. La situazione metereologica avversa mi accompnerà per tutti i due giorni.
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Cima Vioz 3644m
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| Anticima del Vioz |
Arrivato al "Brich" (circa 3000m) presto attenzione ai passaggi esposti e continuo poi la salita. Fino ad ora l'altitudine non mi ha creato grossi problemi e il mio passo è deciso ed efficace. Arrivato a quota 3300m sento una forte "botta", pare mi si sia agganciato alla schiena un carro pesante; è l'altitudine. Rallento un po' e la sensazione di pesantezza diminuisce e dopo aver superato i 3400m il rifugio si inizia ad intravedere in mezzo alle nuvole. Il tempo sarà di 2h 25m. Entro nel rifugio e dopo 10 minuti inizia a piovere con una potenza inaudita. Il tempo peggiora di coninuo e l'aria diventa fredda molto fredda con punte fino a -4°C. Si alza anche un vento fortissimo quasi insopportabile; a quel punt odecido di dormire al rifugio e di raggiungere la vetta il mattino dopo. La notte trascorre lenta in quanto un forte mal di testa dovuto all'altitudine mi accompagna tutto il tempo.
| Dalla vetta: sulla dx si intravede il rifugio Mantova. |
All'indomani mattina alle 6 m ialzo confidando in una giornata stupenda, invece ... alla notte era nevicato e fuori intorno al rifugio una decina di cm di neve lo circondano. Noooooo.... anche oggi non posso godere del stupendo panorama che si intravede a brevi tratti di qualche secondo con le nuvole che vanno veloci. Con altre due persone decido di partire per raggiungere la vetta. Mi prestano una picozza in quanto poco dopo l 'inizio del sentiero vi sono tratti innevati o ghiacciati. Fortunatamente si vede parte del grande ghiacciaio dei Forni (il più grande come estensione in Italia). In circa mezz'ora raggiungiamo la vetta del Vioz a 3644m (un freddo e un vento da paura). Foto di rito e poi giù a raggiungere il rifugio Mantova. Un breve ristoro e partenza per scendere dalla grande montagna che questa volta ha voluto tenere in segreto le splendide viste su tutte el catene montuose del Trentino.Sarà che mi vuol rivedere? Mah... Il ritorno pocede non troppo veloce a causa delle rocce bagnae e del nevischio che dura circa un ora; poi in corrispondenza del dente del Vioz ricompare il sole che mi accompagna fino alla fine. Una bella esperienza con momenti molto forti e consigliabile da effettuare in solitaria. Mai un silenzio così "forte" mi ha accompagnato e un pensiero così insistente al ricordo della nonna Antonietta; i "rumori" del vento sembravano a volte i fischiettii che faceva la nonna... . Un bacio a tutti i nonni che ora soggiornano in paradiso e che mi hanno accompagnato per ricordarl ipiù da vicino.




